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Quando si parla del Lago Maggiore la mente vola subito alle isole e al Golfo Borromeo, agli storici alberghi di Stresa, ai giardini di villa Taranto o ai castelli di Cannero. Ma le perle della costa piemontese del lago sono numerose e costituiscono un meraviglioso itinerario fatto di bellissime valli, splendidi monti e naturalmente ridenti località adagiate sula sponda del lago.

 

I comuni piemontesi che si affacciano sul lago Maggiore sono Cannobio, Cannero, Oggebbio, Ghiffa, Verbania, Baveno, Stresa (che fanno parte della provincia del Verbano Cusio Ossola), Belgirate, Lesa, Meina ed Arona (che fanno parte della provincia di Novara). Le località si susseguono diverse, ma ugualmente belle e piacevoli sono tutte da scoprire con i loro piccoli vicoli, i negozietti, le panchine sulle quali gustarsi un gelato guardando il lago, spesso solcato da motoscafi o da barche.

Arona ha dato i natali a San Carlo Borromeo, che nacque nel 1538 nel castello, oggi demolito, situato su uno sperone di roccia vicino al lago. Tra i suoi monumenti ricordiamo la chiesa collegiata dei Martiri, con una Madonna del Bambino rinascimentale, la chiesa della Madonna di Loreto, risalente al 1492, la collegiata di Santa Maria, edificata nel XV secolo con un campanile in stile romanico e la Casa del Podestà, risalente al 1400. Da sempre il simbolo della città è il San Carlone, una enorme statua in bronzo di San Carlo Borromeo in atto di benedire il lago dalla quale si può ammirare un paesaggio mozzafiato del Lago Maggiore fino al confine svizzero.

Meina, a metà strada tra Arona e Stresa, è nota soprattutto per le sue ville, erette tra il Settecento e l’Ottocento, che ne fecero una della mete privilegiate per la vacanze della buona borghesia milanese. Ma a Meina non vi sono solo ville, infatti è possibile ammirare la parrocchiale ristrutturata nel Settecento, che conserva al suo interno un affresco del Quattrocento con la Madonna circondata dai Santi.

Lesa, situata subito dopo Meina, è nota soprattutto per l’omonima villa, risalente alla fine del Settecento e considerata una delle più belle della regione. Presso il lago si può visitare la parrocchiale, risalente al 1774, con un bel campanile in pietra e l’antica cappella di San Sebastiano, mentre il sagrato ospita le cappelle affrescate rinascimentali con la via Crucis.

Belgirate si trova su un promontorio chiuso ad oriente dai monti che fanno capo al Mottarone, per tutto l’Ottocento fu sede di numerose ville, ancora oggi aperte al pubblico. Tra i suoi monumenti ricordiamo la villa Cairoli, dell’omonima famiglia pavese, la Parrocchiale sul lungolago, con dipinti barocchi e altari finemente ornati, la Chiesa Vecchia, di stile romanico e il bassorilievo del cimitero locale scolpito da Leonardo Bistolfi.

Stresa è collocata all’inizio del golfo Borromeo, è stata una delle principali mete turistiche della borghesia italiana verso la fine dell’Ottocento, grazie anche ai suoi traghetti, che ancora oggi permettono di visitare l’Isola Bella, l’Isola dei Pescatori e L’Isola Madre. Oltre ai monumenti locali, tra cui Villa Pallavicini e la settecentesca parrocchiale, la città è nota per aver ospitato negli ultimi anni della sua vita il filosofo Antonio Rosmini.

Baveno è posizionata sulla sponda meridionale del golfo Borromeo, famosa per essere stata al centro delle visite di molte personalità tra l’Ottocento e il Novecento, tra le quali la zarina Alessandra, la regina Vittoria, Winston Churchill e il musicista Andrea Giordano, che vi compose l’opera Fedora. Alcuni dei suoi monumenti più noti sono casa Morandi e la Parrocchia, con un bel battistero risalente al IX secolo e una serie di affreschi sulle storie del Battista e la Passione di Gesù.

Pallanza è nota per i suoi deliziosi giardini e le belle viste panoramiche, ha conservato molti dei monumenti legati alla sua storia passata, come il palazzo Dugani, del Cinquecento, e la chiesa della Madonna di Campagna, che al suo interno conserva un antico affresco della Madonna delle Grazie. Ma la sua fama è legata soprattutto a Villa Taranto, che conserva al suo interno uno dei più bei giardini europei, con moltissime piante rare, collezionate nel corso degli anni dal generale scozzese Mc Eacharn a partire del 1931 fino alla sua morte, nel 1964.

Cannero, nota per il suo clima dal sapore mediterraneo, deve la sua fama ai due isolotti su cui si trovano i resti dei Castelli di Cannero, risalenti al Medioevo e divenuti nel Quattrocento il covo della banda dei fratelli Mazzarditi, poi cacciati dalla famiglia Visconti. Oggi la città ospita tutti gli anni una mostra internazionale dedicata alla camelia.

Cannobio è l’ultima cittadina italiana del Verbano prima del confine svizzero, fu uno dei principali feudi dell’arcivescovo di Milano durante il Medioevo, per poi nel 1859 diventare sede di un movimento di resistenza contro gli Austriaci. I monumenti più noti sono il Santuario della Pietà, risalente al Cinquecento e il medievale Palazzo della Ragione, edificato per ordine del podestà Ugolino Mandello nel 1291.

 

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