Non si conoscono la sua destinazione, né chi ci lavorò. Di sicuro c'è che le decorazioni a stucco e gli affreschi risalgono a circa la metà dell'VIII secolo, quindi si tratta di un'importante testimonianza dell'arte altomedievale. Nei secoli successivi venne usato come cappella e nel 1893 le monache lo donarono alla città. Da notare le decorazione a stucco dell'archivolto, incorniciato da grappoli d'uva. L'affresco con Gesù fra gli arcangeli Michele e Gabriele è attribuito ad artisti bizantini. Ma a colpire il visitatore è sicuramente la serie di sei sante realizzate in stucco (originariamente erano colorate con paste vitree): le figure si rifanno alla cultura classica, ma sono rilette in stile longobardo. La volta a botte conserva un affresco trecentesco con il Cristo all'interno di una mandorla. Completano l'ambiente quasi sospeso nel tempo del Tempietto gli austeri stalli lignei del 1400, riccamente intarsiati. C'è un motivo in più per visitare questa straordinaria testimonianza del passato: ammirare il chiostro di Santa Maria in Valle, da cui si accede al resto del complesso monastico e percorrere il passaggio pensile che porta alla piazzetta di S. Biagio all'uscita dell'edificio e da cui si può godere di una delle più belle viste sul Natisone.

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