L’Italia è uno dei paesi vitivinicoli più importanti d’Europa, nonché uno dei più antichi. Da recenti ritrovamenti, infatti, si sa che la viticoltura italiana risale agli Etruschi, già nel secolo VIII a.C. e probabilmente anche prima. Seguirono poi i Greci, che portarono avanti lo sviluppo del settore, come testimonia anche il nome di alcuni vitigni italiani tuttora esistenti, come greco e aglianico (che significa ellenico). Furono tuttavia i Romani a favorire intensamente la diffusione delle tecniche vitivinicole e del commercio dei vini, non solo in Italia, ma in tutta l’Europa occidentale e centrale. Con la caduta dell’Impero romano, iniziò un lungo periodo buio per l’intero settore, fino all’arrivo dei grandi commercianti fiorentini e veneziani.

La grande varietà dei vitigni, la bontà del clima e la comprovata maestria nella cura e nella selezione delle uve fanno del Bel Paese una vera e propria terra d'elezione per quello che una volta veniva chiamato il nettare di Bacco, attualmente si contano 74 vini DOCG e 332 DOC.

Dal Piemonte, uno dei territori più famosi, arrivano vini rossi di grande struttura quali Barolo e Barbaresco, ma anche la Barbera e il Moscato Spumante – il quale si produce anche nella confinante Lombardia, nell’Oltrepò Pavese.

Lombardia che regala anche le migliori bollicine italiane ,quelle del Franciacorta: spumante prodotto dai vitigni Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco.

Il Veneto è una regione multiforme per clima e conformazione geografica, dove trovano spazio montagne, colline, e pianure che si estendono fino al mare Adriatico. Vi si producono molti vini, citiamo le tre varietà più note: il Prosecco, ottenuto da uve Glera, le “bollicine” più bevute in questi ultimi anni; il Pinot Grigio, il vino bianco fermo italiano più apprezzato e amato negli Stati Uniti; l’Amarone della Valpolicella, un rosso importante e unico, che insieme al Valpolicella Ripasso è il simbolo dell’omonima vallata in provincia di Verona, prodotto ripercorrendo l’antica tradizione dell’appassimento. Laddove Verona si allunga fino al Trentino con la Val d’Adige troviamo alcune micro aree selezionate, perfette per la coltivazione del Pinot Grigio. 

La Toscana si impone con vini leggendari quali il Brunello di Montalcino, il Sassicaia, il Masseto, l’Ornellaia, il Tignanello.

Scendendo lungo lo stivale si incontrano l’Abruzzo e la Basilicata. La prima è terra di montagna, bellissima e aspra, nella quale si esprime al massimo il Montepulciano d’Abruzzo, vino rosso dal carattere forte ma armonioso. Mentre nel Vulture, terra lucana di antichi vulcani, è l’Aglianico a farsi apprezzare per la spinta tannica e gli aromi di frutti rossi.

Anche la Campania è terra di vulcani, e gli ottimi vini bianchi qui prodotti vedono il Fiano tra i nomi più conosciuti. E si arriva in Puglia, dove la viticoltura affronta e vince le sfide delle alte temperature e dei forti venti dal mare. I vini pugliesi, spesso ottenuti dalle uve di viti vecchie allevate secondo l’antica forma ad alberello, hanno il corpo e l’intensità del Primitivo del Salento (Zinfandel) e del Negroamaro.

Sicilia e Sardegna, sono terre di sole dal clima mediterraneo, dove la natura esplode in colori e forme. La prima ci regala numerosi vitigni autoctoni – tra i principali vini siciliani ci sono il Grillo, il Nero d’Avola e il Frappato (Shiraz). Mentre in Sardegna sono il Vermentino e il Cannonau a rappresentare degnamente la storia e la bellezza di questa regione.

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