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La Lessinia vera e propria costituisce il cuore della montagna veronese, caratterizzato da un vasto altopiano molto articolato, solcato da numerose valli a canyon (dette vajo) e con dolci cime erbose che verso nord precipitano nella profonda valle di Ronchi con imponenti strutture rocciose.

 

In senso più ampio con Lessinia s'intende la fascia montuosa a nord di Verona che si estende tra la Val d'Adige, la Valle di Ronchi, il gruppo delle Piccole Dolomiti-Pasubio, la Valle dell'Agno-Chiampo e l'alta pianura veronese, dove diverse dorsali collinari si staccano dall'altopiano centrale per immergersi nei depositi alluvionali di pianura formando valli cieche quali Valpolicella, Valpantena, Val di Squaranto, Val d'Illasi, Val di Mezzane, Val d'Alpone, Valle del Chiampo, ecc.

Il “Monte Lessino” (al singolare) indicava il territorio dedicato al pascolo nelle montagne a nord di Verona e già nel IX secolo appare citato in documenti con il termine “Luxino”. Le ipotesi su questo termine sono varie. Lessa dal germanico medioevale Lees (pascolo). Dal termine romano lixia quindi luxare (disboscare), ma significante l'azione di rendere liscia la superfice con operazioni di livellamento e la pratica agricola romana del “debbio”, consistente nel bruciare la sterpaglia, per formare praterie adatte alla fienagione e al pascolo. In ogni caso, quindi, termini che convergono nel descrivere le caratteristiche di questa montagna, con grandi superfici prative e a pascolo.

La frequentazione dell'uomo, in queste vallate, si perde nella notte dei tempi e ci consegna reperti di culture e civilità insediate per secoli in queste terre. Sono soprattutto sono le testimonianze della cultura Cimbra a caratterizzare questa terra, attraverso gli insediamenti medioevali di popolazione bavarese che formano i “XIII comuni cimbri”.

Nel 1990 è stato istituito il Parco Naturale Regionale della Lessinia nella zona dell'altopiano centrale e delle cime di confine con il Trentino, paradiso verde incastonato tra le Piccole Dolomiti, la città di Verona e il Monte Baldo. Un mondo ricco e variegato fatto di natura e di storia. Dalle rocce della Lessinia provengono i più fantastici fossili che possiamo vedere nel Museo delle Scienze Naturali di Verona. Pesci, conchiglie e piante fossili.

Il Corno d’Aquilio è un rilievo situato nella porzione più occidentale del Parco caratterizzato da ripide scarpate e aree fittamente boscate, che dominano la Valle dell’Adige, e da versanti dolci e ondulati occupati dagli alti pascoli. L’area è particolarmente interessante per i fenomeni carsici superficiali e ipogei, tra i quali il più importante è la Spluga della Preta, uno degli abissi più famosi d’Europa per la storia dell’esplorazione speleologica. A breve distanza si trova la Grotta del Ciabattino.

Le Cascate di Molina sono un’oasi naturalistica ricca di bellezze paesaggistiche di notevole suggestione. Un vorticoso torrente forma spumeggianti cascate, numerosi salti d’acqua e laghetti. L’azione della corrente ha sagomato nella roccia marmitte d’erosione, solchi e nicchie di varie forme e dimensioni rendendo quest'area un vero e proprio gioiello naturalistico ogni anno metà di migliaia di turisti italiani e stranieri.

Di notevole interesse archeologico anche alcune cavità presenti negli impervi vaj che confluiscono nella Valle di Fumane, tra cui spicca la Grotta di Fumane, uno straordinario archivio della storia evolutiva dell’uomo, nella quale manufatti in selce, resti di mammiferi, focolari, accumuli di rifiuti e dipinti su pietra, documentano le frequentazioni da parte dell’Uomo di Neanderthal e dei primi uomini moderni (Homo sapiens sapiens).

Il Ponte di Veja è un imponente ponte naturale in roccia tra i più grandi e belli d’Europa, alto 29 m e lungo circa 50, originatosi per il crollo di parte della volta di un enorme caverna. Situato in comune di S. Anna d’Alfaedo, è certamente il più noto monumento naturale della Lessinia, uno dei primi rappresentati dall’arte. E’ infatti raffigurato in un affresco del Mantegna del 1496 nel Palazzo Ducale di Mantova.

La Valle delle Sfingi è una suggestiva conca, incorniciata da pascoli e faggete, caratterizzata dalla presenza di numerose sculture d’erosione selettiva su rocce calcaree dalla tipica forma a fungo o a parallelepipedo. Il Covolo di Camposilvano è uno spettacolare pozzo di crollo con annessa caverna residuale che secondo la tradizione orale dei locali avrebbe ispirato a Dante la struttura dell’Inferno. I siti si trovano a Camposilvano di Velo Veronese e sono visitabili partendo dal vicino Museo dei Fossili che espone una ricca collezione di ammoniti, un’orma di dinosauro, un intero scheletro di Orso delle caverne e una Tavoletta enigmatica.

I Covoli di Velo sono invece un sistema di grotte orizzontali che hanno uno sviluppo complessivo di oltre 1.000m., scavate dall’acqua nella formazione del Gruppo dei Calcari grigi, costituite da ampi vani e da numerosi cunicoli collegati da strozzature. Vi sono stati ritrovati una grande quantità di resti fossili appartenenti all’Orso delle Caverne (Ursus spelaeus). Dalla sommità della Purga di Velo si può godere di un mirabile panorama della parte centro-orientale dell’Alta Lessinia.

 

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