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Montecristo è un piccolo gioiello con una superficie di 10,4 chilometri quadrati prevalentemente composto di granito grigio-rosa. E' una delle isole più selvagge e inaccessibili del Parco Nazionale Arcipelago Toscano e costituisce anche una Riserva Naturale Statale Integrale.

 

Secondo una leggenda, l'origine del nome Montecristo sarebbe riconducibile a San Mamiliano, che dopo essere stato fatto prigioniero e schiavo riuscì a fuggire e a rifugiarsi sull'isola dove visse in solitudine e meditazione in una grotta, chiamata infatti Grotta del Santo o Grotta di San Mamiliano e ribattezzando l'isola in “Mons Christi”. La leggenda racconta inoltre la coraggiosa uccisione da parte di Mamiliano, di un terribile drago alato guardiano dell'isola, alla morte del quale sul luogo del combattimento, sarebbe scaturita una sorgente d'acqua purissima.

Nel 1899 l'isola divenne una riserva di caccia esclusiva di Vittorio Emanuele III di Savoia, e tale è rimasta fino all'istituzione della Riserva Naturale.

L'isola è stata resa famosa dal celebre romanzo di Alexander Dumas “Il Conte di Montecristo”, che racconta la storia di un leggendario tesoro nascosto proprio a Montecristo nell'Abbazia di San Mamiliano, costruita nel '600 da monaci benedettini.

Sull'isola Sono presenti pochi sentieri che consentono di raggiungere la cime delle due vette più alte: Monte Fortezza (645 metri) e Cima dei Lecci (563 metri). Le sue coste a picco sul mare non permettono un facile approdo all'isola, infatti l'unico punto accessibile è Cala Maestra, sul versante occidentale. Montecristo ad oggi è praticamente disabitata, vi soggiornano infatti solo alcuni agenti del Corpo Forestale dello Stato, ma fino al XVI secolo è stata sede di una comunità monastica, di cui oggi rimangono i resti dell'antica abbazia e monastero di San Mamiliano, nella località chiamata il Convento. Ancora visibile è anche la grotta dove si dice che il santo abbia soggiornato. L'unica costruzione attualmente presente sull'isola, dove vi risiede la guardia forestale, è la Villa Reale di Cala Maestra, fatta costruire dal proprietario di allora l'inglese Giorgio Watson-Taylor e oggi sede di un piccolo Museo Naturalistico.to accessibile è Cala Maestra, sul versante occidentale.

 

 

Dal 2019 le visite sull’isola sono state aumentate a 2000 persone all’anno e sono rese possibili grazie all’accordo tra il Parco Nazionale e il Comando Carabinieri per la tutela della biodiversità dei Parchi (Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica). Dal 16 aprile al 14 maggio, per motivi di tutela dell’avifauna, la fruizione dell’isola è interdetta.

Le escursioni guidate sono effettuate lungo gli itinerari indicati ed esclusivamente in presenza di Guida autorizzata.

 

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