Le città d’arte dell’Emilia-Romagna rappresentano un eccezionale richiamo storico, artistico e culturale.

 

Da Piacenza a Rimini, città romana oggi capitale del turismo balneare, queste magnifiche località si snodano lungo l’antica via Emilia, vero cuore pulsante della regione: Parma e indiscutibile capoluogo del gusto, custode dei capolavori del Manierismo italiano e della grande musica, è la città di Giuseppe Verdi ed Arturo Toscanini; Reggio Emilia, in cui sventolò per la prima volta il tricolore nazionale; Modena la città di Enzo Ferrari, dei grandi marchi dell’automobilismo di lusso e sportivo e dei capolavori romanici come il Duomo, la Ghirlandina e Piazza Grande; l’etrusca Bologna, colta e multiculturale, che ha saputo conservare intatto la sua architettura medioevale con le case torri e gli antichi portici che si nodano per circa 40 chilometri; Faenza, culla della ceramica artistica; Forlì e Cesena, regine dell’ospitalità romagnola distese ai piedi di dolci colline. A far loro da cornice due autentici gioielli, che insieme alla Modena romanica brillano nella lista Unesco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità: la Ravenna bizantina, già capitale dell’Impero Romano d’Occidente, con i suoi capolavori musivi unici al mondo, le sue antiche basiliche ed i battisteri e la Ferrara la capitale della signoria estense, culla di arte e cultura rinascimentale, tra il Po e la pianura.

 

Le terre dell’Emilia-Romagna sono abitate sin dall'antichità, assumono però una vera e propria organizzazione politica verso la fine del VI secolo, con l'espansione etrusca sulle rive del Po. Importantissima per i suoi porti (Spina, Adria, Ravenna e Rimini), la regione vide fiorire molti centri urbani commerciali lungo la linea della Via Emilia, come Cesena, Modena, Parma, Piacenza e, sulle colline dell'alto corso del Reno, Misa (oggi Marzabotto).

All'inizio del IV sec. a.C., l'invasione celtica minò la prosperità della regione, e nel III a.C., i Romani la acquisirono e la ordinarono in provincia insieme alla Liguria. In questo nuovo ordinamento, la regione ebbe un incredibile sviluppo; divenuta punto centrale dell'Italia di allora, fu anche teatro di grandi scontri militari: il passaggio del Rubicone da parte di Cesare, la guerra di Modena, la stipulazione del secondo triumvirato.

Augusto ne fece la sua VIII regione, col nome appunto di Emilia, con i suoi importanti centri urbani come Forum Livii (Forlì), Forum Cornelii (Imola), Faventia (Faenza), Bononia (Bologna), Mutina (Modena), Regium (Reggio), Parma, ed altri ancora. Nel V sec. d.C., Onorio trasportò la capitale a Ravenna (402), e la parte orientale dell'Emilia, che prese poi il nome di Romania (Romagna), divenne il centro politico dell'Impero d'Occidente, ormai giunto al suo declino.

Ravenna fu anche capitale dei Goti, sede dell'esarcato Bizantino. Con l'invasione longobarda (568), la regione fu divisa in due; da una parte Modena, Parma, Piacenza e Reggio, ducati longobardi, e dall'altra, da Ravenna a Bologna, città bizantine.

Con i re carolingi (754-774) la regione fu messa sotto la giurisdizione papale, ed i ducati longobardi passarono dal governo dei conti a quello dei vescovi-conti (IX e X sec.), fino a giungere definitivamente nelle mani della Chiesa, verso la fine dell'XI secolo.

Nel periodo dei comuni, Bologna, Piacenza, Modena e Reggio ebbero un notevole sviluppo dovuto in gran parte all'incremento del traffico commerciale, ma presto tra loro si accesero cruente lotte e rivalità; in particolare, in seguito alla discesa di Federico Barbarossa, alcuni aderirono alla Lega Lombarda (1167), e altri si schierarono dalla parte dell'Impero.

Il governo pontificio tentò di affermarsi con il cardinale Albornoz (1353-1367) e in modo più efficace con Cesare Borgia, fatto duca di Romagna nel 1501. Durante le guerre del XVI sec. la valle del Po fu il punto nevralgico della politica italiana, divisa com'era tra Stato pontificio, Impero e signorie Estensi.

Durante i conflitti europei dei secc. XVII e XVIII, i diversi Stati subirono numerose invasioni, e nel 1731, dopo l'estinzione della famiglia Farnese, subentrata a quella Estense, a Parma e Piacenza regnarono i Borboni. Nel 1797, a seguito della pace di Campoformio, l'Emilia (escluso Parma rimasta ai Borboni) e la Romagna entrarono nella Repubblica Cisalpina, che nel 1802 diventò Repubblica Italiana, fino al 1805, quando i granducati di Parma e Piacenza furono annessi alla Francia e il resto entrò nel Regno Italico.

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