Le vicissitudini storiche di queste terre hanno lasciato diffuso sul territorio uno straordinario patrimonio architettonico, tra testimonianze romane e capolavori del romanico, castelli, cattedrali, antichi palazzi e nobili dimore: come le prestigiose residenze sabaude, esclusivi luoghi di svago dell’aristocrazia subalpina proclamati dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”, fra le quali spicca la Reggia di Venaria, ricca e sontuosa dimora esempio della magnificenza dell'architettura e dell'arte del XVII e XVIII secolo.

 

Il territorio corrispondente all'attuale Piemonte era anticamente abitato da popolazioni celtiche e liguri. Tranne che per alcune zone alpine, la regione fu conquistata dai Romani, negli anni successivi alla discesa di Annibale, e con il riordinamento augusteo dell'Italia, il Piemonte fu compreso in parte nella XI regione, la Transpadana, e parte nella IX, la Liguria. Con la caduta dell'Impero, tra il IV e V secolo, il Piemonte fu oggetto di invasioni da parte di Eruli, Sciri e Ostrogoti e fu terreno di scontro fra Bizantini ed Ostrogoti durante la Guerra Gotica; in seguito vennero istituiti vari ducati dai Longobardi, mentre i Franchi elessero il Piemonte come via di penetrazione in Italia. Con la dissoluzione del regno carolingio sorgono i Marchesati. Intorno all'anno mille Adelaide di Susa, del Marchesato degli Arduinici, si sposa con Oddone di Savoia, legando i destini della famiglia francese all'Italia. Alla sua morte il Marchesato si disgregò in una pluralità di piccoli feudi e di liberi comuni: molti comuni, in seguito, parteciparono alla Lega Lombarda contro l'Imperatore. Tra la lotta delle investiture (XI sec.), in cui la stessa contea fece da intermediaria tra papato e Impero, e le lotte antisveve (XII-XIII sec.), il Piemonte passò da una struttura integralmente feudale e monastica alla nascita dei comuni, sollecitati dall'incremento demografico, commerciale e agricolo. Asti, il più potente Comune nella regione, Chieri, Ivrea, Novara, Torino, Tortona (XI sec.), Cuneo, Mondovì, Vercelli, Alba (XII sec.); Savigliano (XIII sec.), ecc. Contro molte di queste città si allearono le forze feudali, come il Monferrato, e l'imperatore Federico I Barbarossa finché si arrivò alla pace di Costanza (1183), ed al riconoscimento dell'autonomia delle città.

L'eterna lotta tra Asti ed i marchesi del Monferrato, portò alcuni comuni nella seconda metà del XIII sec., ad allearsi con il re Carlo I d'Angiò, dando il via al dominio angioino nella regione. Questo dominio durò fino al XIV sec. e fu abbattuto solo con l'allargarsi dell'influenza della famiglia Visconti, che tra il XIV e il XV sec. tenne più o meno continuativamente Alessandria, Vercelli, Tortona, Bra, Alba, Novara, Asti. I Savoia, tra il XIII e il XV sec., estesero i loro possessi su una vasta sezione del Piemonte, e Amedeo VIII, avuto il titolo di duca di Savoia (1416) e di principe di Piemonte (1418), avviò l'unificazione politica e amministrativa dei possessi della famiglia.

La situazione politica del Piemonte muta radicalmente nel XV secolo, alla morte di Amedeo VIII con la discesa in Italia di Carlo VIII, prima, e Luigi XII, dopo. I francesi giungono, infatti ad occupare interamente la Savoia. Con la Pace di Cateau-Cambresis, Emanuele Filiberto di Savoia recupera il Ducato e nel 1562 sposta la capitale dello stato da Chambery a Torino, spostando definitivamente il baricentro dello stato sabaudo dalla Francia all'Italia.

Gli anni seguenti vedranno i Savoia gradatamente espandere la loro influenza su tutto il Piemonte storico, giocando un intelligente ruolo politico internazionale fra le varie potenze e alleanze protagoniste; Carlo Emanuele I riceve nel 1601 Saluzzo dai francesi con la Pace di Lione; Vittorio Amedeo I ottenne parte del Monferrato nel 1631 con la Pace di Cherasco; nel 1713 Vittorio Amedeo II ottiene con il Trattato di Utrecht Casale, il Monferrato e la Valsesia; nel 1720 col trattato dell'Aia i Savoia conquistano la Sardegna ed il titolo di Re di Sardegna.

Nel XVIII secolo il Piemonte è protagonista di un grande sviluppo economico e sociale; fiorente il commercio con i principali mercati europei; discreta è la predisposizione del sistema politico a riforme in senso moderno e democratico; vi è la presenza di una burocrazia discretamente moderna ed efficiente; le elites adottano una politica di incentivazione delle attività commerciali anche attraverso la costruzione di infrastrutture, di strade e valichi.

Dopo la parentesi napoleonica il Piemonte diventa naturalmente centro di attrazione degli ideali liberali, patriottici, romantici e risorgimentali. Il Piemonte è così il principale motore del processo di unificazione dell'Italia come stato-nazione; Torino sarà la capitale del Regno d'Italia dall'anno della sua fondazione (1861) al 1865. Durante la rivoluzione industriale il Piemonte, come tutto il Nord-Ovest, registra elevatissimi tassi di crescita, tanto da essere identificato con la grande industria di tipo fordista. Questa eccellenza continuerà a lungo, tanto da rendere il Piemonte una delle principali mete di immigrazione di lavoratori dall'Italia meridionale, mutando drasticamente il tessuto sociale ed urbano delle principali città, durante buona parte del Novecento, fino agli anni del boom economico.

 

Il perno di un itinerario artistico piemontese è ovviamente Torino. Tra le altre città piemontesi si distinguono Alba, con il centro storico medievale e le sue “cento” torri, Asti medievale e settecentesca, Casale Monferrato dal centro storico barocco, Cherasco dalle mura cinquecentesche, definita da Napoleone Bonaparte il “più bel lembo d’Italia”; ma anche Novara con l’Antonelliana Basilica di S.Gaudenzio e le belle piazze antiche, Vercelli e la Basilica di S.Andrea, capolavoro assoluto del romanico gotico, Biella, Acqui Terme e le città di charme della provincia di Torino.

 

Scopri cosa visitare in Piemonte

Copyright © 2020 Visitit.it - Via Galliano, 36, Riccione (RN) - Italia
Sito web creato con ericsoft