La prima domenica della quaresima, a Tonco, viene riprodotto un antico rito contadino, assimilabile al "capro espiatorio" biblico. In quel giorno infatti, viene preso un tacchino, il "pitu", e, allestito un tribunale in piazza, l'animale viene giudicato per tutti i mali che hanno danneggiato il paese durante l'anno. Il pitu viene quindi giudicato colpevole e condannato a morte, ma prima ha il diritto di fare testamento. E' questo il momento saliente dell'evento, poiché tutti gli abitanti della comunità tirano fuori i propri vizi e difetti rendendoli pubblici. La festa finisce con l'impiccagione, per i piedi, del povero pitu, il quale diviene bersaglio di cavalieri armati che cercano di decapitarlo per assicurarsi il trofeo.

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