Gaeta si trova nell’estremità meridionale della Riviera d’Ulisse, ai piedi del Monte Orlando nel Lazio. Il Monte Orlando è un luogo dai mille aspetti e avvolto da antiche leggende, ricoperto da intricati boschi di lecci che lasciano il posto, nel versante più soleggiato, a lunghe distese di macchia mediterranea e ginestre che, nelle stagioni più calde, ammantano d’oro il promontorio. Tra le fenditure del monte si trova inoltre una delle attrazioni più belle che si possono visitare a Gaeta. Si tratta di un enorme antro naturale, caratterizzato da un’altissima volta: la Grotta del Turco. Ad essa si accede attraverso una vertiginosa scalinata sita nei pressi dell’ingresso del Santuario della Montagna Spaccata. Man mano che si scende fino alla sua base, la grotta si apre in tutta la sua magnificenza. Penetrata dalle acque turchesi del mare, deve il suo nome ai pirati Saraceni che, nel IX secolo, durante le scorribande ai danni del Ducato di Gaeta, erano soliti ripararsi nelle spaccature del promontorio. 

Il centro storico di Gaeta è caratterizzato dall’eterogeneità dei monumenti e degli edifici, si ha la sensazione di camminare attraverso la travagliata storia della cittadina. In essa, infatti, si fondono imponenti strutture come i Castelli Angioino e Aragonese che dominano il Golfo di Gaeta, con modeste abitazioni antiche e moderne, edificate lungo strette vie. Monumentali chiese rinascimentali e medievali convivono poi con templi cristiani più modesti ma pur sempre vetusti, che talvolta paiono voler aprire le porte al mare. Nelle vicinanze del porto sorge una graziosa chiesetta risalente al X secolo: la Chiesa di S. Giovanni a Mare, la cui specificità è legata a una suo particolare passato. Infatti, in tempi passati, la barca era l’unico mezzo per raggiungere questa chiesa. Questa, quindi, soggetta a frequenti allagamenti, dovuti alle forti mareggiate, rischiava il ristagno delle acque che vi penetravano. Così, per risolvere questo problema, il pavimento fu disposto con una forte inclinazione verso la porta maggiore. Il pavimento, è ancora del tutto visibile. Da visitare anche la Cattedrale, dedicata a Sant’Erasmo, di cui conserva il corpo nella cripta,  edificata tra il X ed il XI secolo, è particolarmente interessante l’interno dell’atrio del suo campanile, in stile arabo-normanno, ornato da emblematiche sculture. Due singolari bassorilievi raffigurano, infatti, una sorta di mostri marini, dai denti aguzzi e l’aria feroce, chiamati i “pistrici”: uno inghiotte Giona e l’altro lo rigetta.

A Gaeta non mancano dicerto le spiagge, cene sono infatti 7, diverse per conformazione e per ampiezza dell'arenile e della battigia. Tra le spiagge più belle del Lazio, c’è quella dei 300 gradini tra Gaeta e Formia. Per raggiungerla bisogna scendere i 300 scalini del nome per approdare a un paradiso trasparente e mai troppo affollato. le atre sono:  Serapo, Fontania, Ariana, Arenatua, San Vito, Sant'Agostino e quella dei Quaranta remi.

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