Pordenone dal 1278 al 1508 appartenne direttamente agli Asburgo configurandosi come territorio austriaco in terra friulana. In seguito passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia.

Il Castello di Torre è un edificio di grande pregio architettonico, che nel medioevo fu teatro di cruente gesta. La famiglia dei Torre Ragogna, durante il quattrocento, si persuase di usare delle brutali truppe mercenarie per ricondurre all'ordine i riottosi contadi locali di Pordenone. I Pordenonesi per vendicarsi fecero precipitare sulla rocca la furia dell'esercito di Nicolò Nordax che incendiò il castello e sterminò la signoria, uccidendo donne e bambini.

Durante il Rinascimento la città produce una ricca scuola pittorica che si raccolse attorno alla figura del maestro Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenon, che sintetizzò abilmente suggestioni giorgionesche, il tratta livido del Mantegna, con la fisica monumentalità di Michelangelo, partorendo delle figure che nella loro magniloquenza e fisicità, potremmo considerare protomanieriste. Furono suoi allievi pordenonesi Giovanni Maria Zaffoni e Pomponio Amalteo. Altro valido pennello cittadino, invece, Gaspare Nervesa, fu allievo del cadorino Tiziano.

I portici con gli antichi caffè e i palazzi nobiliari, con le facciate dipinte, sono l’aspetto più curioso e interessante di questa località.

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